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Musica e cinema nei periodici italiani

Información del libro

Editorial: Fondazione Levy
Título completo: Musica e cinema nei periodici italiani
Autor: Antonio Ferrara
Nacionalidad: Italia
Año: 2024
Número de páginas: 193
Categorias: Ensayos

Descripción

"Questo volume nasce con l'intenzione di portare avanti la traccia segnata, diversi anni or sono, da due incontri di studio internazionali organizzati da Roberto Calabretto presso la Fondazione Levi, rispettivamente nel 2011 e nel 2013. Come riportava la brochure del primo convegno, si trattava di «circoscrivere le fonti storiografiche che hanno affollato le riviste musicologiche e cinematografiche indagando i nessi, più o meno evidenti, con le altre manifestazioni del pensiero musicale coevo». Due delle relazioni presenti nel volume traggono la loro origine proprio da quegli incontri veneziani: il saggio di Maurizio Corbella, presente al primo incontro del 2011, e quello di Daniela Castaldo, presente invece a quello del 2013. In quelle occasioni lo sguardo storiografico spaziava, in realtà , su una gamma più ampia di aspetti inerenti alla musica per film. Rispetto agli incontri veneziani, qui la scelta di campo torna a definirsi attorno ai periodici cinematografici e musicali, con un ulteriore allargamento di campo alle riviste culturali di carattere generalista, nel saggio di Francesco Finocchiaro. Di tutto riguardo rimane, in ogni caso, lo spettro di periodici presi in esame. Con il saggio della Castaldo, che esamina articoli pubblicati dagli ultimi anni Venti fino alla metà  degli anni Trenta, ci si muove in parallelo tra la rivista pioneristica «Cinematografo», legata alla figura decisiva di Alessandro Blasetti, e «Cinema Illustrazione», un rotocalco dal carattere più popolare. Finocchiaro, invece, preferisce affrontare il suo discorso storiografico sulla musica per film di regime attraverso un percorso trasversale tra articoli pubblicati su riviste cinematografiche dal taglio molto eterogeneo e alcuni pezzi pubblicati su «Quadrante», l'ambizioso mensile fondato, a metà  degli anni Trenta, da Massimo Bontempelli. Nel mio lungo saggio, invece, sono trattati i principali periodici musicali italiani in pubblicazione tra il 1930 e il 1950, con una vita editoriale interna ed esterna al ventennio preso in considerazione. I saggi di Fasolato e di Corbella hanno infine un carattere monografico. Il primo si sofferma sugli articoli pubblicati nel corso degli anni Cinquanta su «Cinema Nuovo», mentre il secondo su quelli di «Filmcritica», pubblicati nel corso degli anni Sessanta. Dunque, l'insieme dei contributi di questo volume copre un arco cronologico di circa quarant'anni: dalla fine degli anni Venti fino alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, includendo alcuni passaggi determinanti non solo per la storia del cinema e della critica musicale, ma anche per la storia tout court. Attraverso l'angolo visuale della musica e, più in generale, del sonoro cinematografico, i saggi presenti in questo volume affrontano, rispettivamente, il passaggio dal muto al sonoro, gli indirizzi di politica culturale del regime fascista, gli elementi di continuità /discontinuità  con il Dopoguerra, la critica militante degli anni Cinquanta e la sperimentazione sonora nel cinema underground degli anni Sessanta. Sempre all'interno di questo censimento delle fonti, una segnalazione a parte meritano quelle rubriche dedicate esclusivamente alla recensione di musica cinematografica: esercizi critici continuativi svolti da personaggi di varia formazione e interesse che hanno scelto di dedicarsi alla recensione e al commento di questo elemento così determinante per la temperatura emotiva del film. Nel saggio della Castaldo si affrontano, ad esempio, tra i vari scritti, gli articoli di Roberto Falciai intitolati La musica al buio: presunta prima rubrica italiana dedicata alla musica per film. Fasolato, invece, tratta esclusivamente Colonna sonora: il longevo spazio editoriale di «Cinema Nuovo», la cui responsabilità è da ascrivere, prima, ad Antonio Pellizzari e, poi, a Luigi Pestalozza. Come rivela il mio saggio, anche se di più breve durata, nel corso degli anni Trenta e Quaranta vi sono equivalenti tentativi anche nei periodici musicali. Tra questi va senz'altro segnalata Radio e cinema su «La rassegna musicale», la rubrica tenuta dal giovanissimo Massimo Mila, alle prese, come si evince dal titolo, anche con commenti e recensioni sulla musica trasmessa alla radio." (nota editorial)

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